Storia

BREVI CENNI SULLO SCOUTISMO

Robert Stephenson Baden Powel, più familiarmente B.P., fondatore dello scoutismo, nacque a Londra il 22.02.1857, ottavo figlio del Prof. H. G. Baden Powel, famoso naturalista.

Divenuto ben presto orfano di padre, fu allevato dalla madre secondo le regole del naturalismo e nel modo più libero. A tredici anni B.P. entrò nel Collegio di Charterouse dove rimarrà fino a diciannove anni, con risultati medi nello studio perché da sempre interessato alla natura; le sue vacanze, compiute con lunghe escursioni con la tenda o in barca, furono rivoluzionarie per l’epoca, ma rispondevano al suo desiderio di avventura.

Nel 1876 vinse il concorso ad ufficiale e partì, con il grado di Sottotenente del 13° Ussari, per l’India. La sua carriera, grazie alle doti naturali ed alle sue capacità, fu molto rapida, tanto che nel 1897 era già Generale.

Durante la sua vita militare si occupò in modo approfondito dei suoi uomini, curandone il morale, la salute e l’addestramento; scrisse alcuni trattati sul modo di addestrare i soldati ed i suoi suggerimenti si dimostrarono particolarmente efficaci durante la guerra contro i Boeri.

Nel 1899 fu inviato in Sud Africa con il compito di costituire un corpo di polizia di frontiera, ma la guerra con i Boeri scoppiò prima che B.P. potesse portare a termine il suo incarico e si trovò assediato nella cittadina di Mafeking con pochi uomini.

B.P., per ovviare alla scarsità di combattenti, organizzò i ragazzi della città per i compiti ausiliari (porta ordini, porta feriti, staffette, vedette, ecc.) e ciò gli consentì di resistere a forze preponderanti, salvando la città. I risultati ottenuti a Mafeking, le lettere che i giovani ammiratori gli scrissero, l’adozione del suo libro “Aiuti ad esplorare” in molte scuole, destò in B.P. un nuovo interesse: l’educazione dei giovani.

Seguendo la richiesta di Sir William Smith, fondatore della Brigata Giovanile, B.P. scrisse il suo capolavoro letterario “Scouting for Boys”, dapprima in ventisette fascicoli e poi in unico volume; sotto forma di chiacchierate attorno al fuoco venivano narrate esperienze dalle quali trarre insegnamenti fondamentali per la crescita dell’individuo.

Per provare l’attuabilità delle sue idee, B.P. organizzò nel 1907 un campeggio nell’isola di Brownsea; l’esperimento diede ottimi risultati e ciò lo incoraggiò a perfezionare ed ampliare le sue intuizioni, scrivendo, ad esempio, la Legge, articolata su dieci punti e tratta dai codici della cavalleria ed assegnando uno scopo morale al complesso delle pratiche dello scoutismo.

Promessa, legge, Buona Azione quotidiana, uniforme, furono oggetto di critiche e di scherno da parte di molti pedagogisti dell’epoca, ma ciò nonostante il movimento prese piede, tanto che Re Edoardo VIII gli chiese di lasciare l’Esercito dopo averlo decorato la Victoria Cross, la più alta onorificenza militare inglese, per dedicarsi ai giovani.

Scopo fondamentale dello scoutismo è stato ed è ancora oggi quello di formare dei buoni cittadini, capaci di servire il proprio Paese e la comunità mondiale sia in pace che in guerra. La maggior parte degli educatori accettarono ed accettano lo scoutismo come un metodo di formazione del carattere del ragazzo; B.P. per primo capì quanto fosse importante dare fiducia al ragazzo e di mostrare questa fiducia assegnando incarichi di responsabilità.

B.P. fece leva sui sogni dei ragazzi, sul loro desiderio di avventura, sullo spirito di gruppo, sul desiderio di divenire adulto; diede ai ragazzi un capo, un modello positivo che possano seguire fin al momento in cui non si sentiranno in grado di proseguire da soli.

Il movimento si allargò, conquistando sempre nuovi adepti e divenne pressante anche la richiesta da parte delle ragazze; il movimento dei Boy Scout venne allargato alle Girl Guides, mantenendo costanti i principi; venne inoltre allargata la fascia delle età con la nascita di Lupetti e Coccinelle, i più giovani, e di Rover e Scolte, i più “grandi” (prima di divenire adulti).

B.P. sperò molto negli ideali che spinsero e spingono i giovani di tutto il mondo allo scoutismo; fino all’ultimo conservò la sua fede nel futuro e fino all’ultimo rivolse parole di incoraggiamento ai ragazzi ed ai loro capi. Questo è l’ultimo messaggio, il suo testamento spirituale, lanciato al mondo alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale:

Cari Scouts, se avete visto la commedia Peter Pan, vi ricorderete che il capo dei pirati ripeteva ad ogni occasione il suo ultimo discorso per paura di non fare in tempo a dirlo quando fosse giunto per lui il momento di morire davvero.

Succede press’a poco lo stesso anche a me e per quanto non sia ancora in punto di morte, quel momento verrà un giorno o l’altro; così desidero mandarvi un ultimo saluto prima che ci separiamo per sempre.

Ricordate che sono le ultime parole che udrete da me: meditatele. Io ho trascorso una vita felicissima e desidero che ciascuno di voi abbia una vita altrettanto felice.

Credo che il Signore ci abbia messo in questo mondo meraviglioso per essere felici e godere la vita. La felicità non dipende dalle ricchezze, né dal successo nella carriera, né dal cedere alle nostre voglie.

Un passo verso la felicità lo farete conquistandovi salute e robustezza finché siete ragazzi, per poter essere utili e godere della vita pienamente, una volta fatti uomini.

Lo studio della natura vi mostrerà di quante cose belle e meravigliose Dio ha riempito il mondo per la vostra felicità.

Contentatevi di quello che avete e cercate di trarne tutto il profitto che potete.

Guardate al lato bello delle cose e non al lato brutto. Ma il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri.

Procurate di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto lo avete trovato e quando suonerà la vostra ora di morire, potrete morire contenti nella coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di AVER FATTO DEL VOSTRO MEGLIO.

SIATE PREPARATI così, a vivere felici ed a morire felici: mantenete la vostra promessa di esploratori, anche quando non sarete più ragazzi e Dio vi aiuti in questo.

Il vostro amico

BADEN POWEL of GILWELL

B.P. morì nel gennaio del 1941 in Kenia, ma non morì la sua opera che continua forgiare legami di comprensione fra i ragazzi e le ragazze di tutto il mondo continuando ad abbattere le barriere di odio e di incomprensione che separano gli adulti.

LO SCOUTISMO IN ITALIA

Dall’occupazione di Roma nel 1870 da parte delle truppe dello Stato Italiano, si era creato un profondo dissidio tra il Papa ed il governo italiano, con tendenze socialiste e perciò laiche. Il dissidio si era trasferito anche fra la popolazione con i cattolici, chiamati dall’autorità religiosa ad un’obiezione di coscienza generalizzata nei confronti dello stato – compresa l’astensione dalle urne – e  la parte laica della popolazione.

All’inizio del 1900 questo stato di cose continuava, anche se le polemiche si erano attenuate; in campo cattolico qualche cosa cominciò a muoversi e vennero fondate associazioni con lo scopo di agire nel settore della ”educazione extrascolastica” o del “tempo libero giovanile”. Nel 1905 nacquero la Società della Gioventù Cattolica (S.G.C.) per i più giovani, la Federazione Universitaria cattolica Italiana (F.U.C.I.) per l’ambiente universitario e la Federazione Associazioni Sportive Cattoliche Italiane (F.A.S.C.I.): lo scopo di queste associazioni è quello di difendere attivamente la gioventù dai vecchi e nuovi pericoli. In questo ambiente di lavoro attivo trovarono un posto rilevante la potenzialità educativa, la forza di attrazione e di penetrazione dello scoutismo.

Il primo tentativo fu compiuto da Sir Farncis Vane che nel 1910 a Viareggio costituì una squadra di Esploratori Reali; l’iniziativa fallì sul nascere, ma venne ripresa dal Dott. I.R. Spensley, un medico inglese, e da Mario Mazza, un insegnante genovese, che lanciarono i Ragazzi Esploratori Italiani (R.E.I.) che, mancando di un appoggio consistente parte del mondo cattolico, vennero presto sovrastati dal Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani (C.N.G.E.I.).

Nel 1916 il Conte Mario di Carpegna, che aveva compiuto un viaggio in Inghilterra per studiare lo scoutismo alla fonte, fece una relazione al Consiglio Generale della S.G.E.I. e della F.A.S.C.I. ed il risultato fu la fondazione dell’Associazione Scoutistica Cattolica Italiana (A.S.C.I.) il 28 gennaio 1916. Con a capo Mario di Carpegna, lo scoutismo cominciò a diffondersi in tutta l’Italia nonostante le difficoltà legate alla Prima Guerra Mondiale. Con la ricostruzione del dopoguerra, il movimento acquistò nuova forza fino a che il DL del 09.01.27 decretò lo scioglimento di tutte le Associazioni Giovanili nei centri con meno di 20.000 abitanti e, successivamente, il 09.04.28 fu decretato lo scioglimento di tutte le associazioni ad eccezione di quelle costituenti l’Opera Nazionale Balilla.

Lo scoutismo tuttavia non morì, ma continuò clandestinamente e riprese nuova vita con la caduta del fascismo. Il 21.11.1944 fu costituita a Roma la Federazione Esploratori Italiani (F.E.I.) che riuniva in sé l’A.S.C.I. e il C.N.G.E.I.. Sul finire del 1943, ancora in clandestinità e nell’ambito della nobiltà romana nacque lo scoutismo femminile italiano (la prima promessa fu pronunciata il 28.12.43 nelle Catacombe di Priscilla) e la costituzione dell’Associazione Guide Italiane (A.G.I.).

Nel 1974, ed esattamente il 4 maggio, le due associazioni cattoliche, quella maschile e quella femminile, si fusero dando origine ad un’unica associazione l’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (A.G.E.S.C.I.) con uno Statuto ed un Patto Associativo propri e fu riconosciuto dalla Santa Sede nel 1976.

AGESCI, con 200.000 tesserati, e CNGEI sono le due associazioni scoutistiche italiane riconosciute a livello internazionale, ma vi sono altre associazioni a minor sviluppo; la maggiore, fra queste, è la F.S.E. (Associazione Italiana Guide e Scout d’Europa Cattolici) conosciuta più brevemente come Scout d’Europa, nata nel 1975.

LO SCOUTISMO A LUGO

Lo scoutismo lughese è stato soggetto ad alterne fortune e trova un primo tentativo nel 1920 per opera di alcuni ragazzi che, in maniera autonoma, si lanciarono nell’avventura; il Sig. Angelo Ravaglia, allora proprietario dell’AMOG, si mise in contatto con i Capi sul finire degli anni ’50 fornendo alcune foto della sua epoca e raccontando delle difficoltà incontrate e del fallimento dell’iniziativa.

All’inizio degli anni ’50 vi furono altri due tentativi, rispettivamente maschile presso la Parrocchia di San Giacomo e femminile presso la Parrocchia di S. Francesco di Paola, senza però successo e continuità.

Nel 1956 l’iniziativa riprese vigore con la costituzione di un Reparto Maschile, ospitato nel territorio della Collegiata per iniziativa di Claudio Zini e Don Giancarlo Menetti, e  successivamente anche tre squadriglie libere rispettivamente una a Massa Lombarda e due a Cotignola, seguito nel 1962 dal Branco e nel 1963 dal Clan; dei “ragazzi” di allora alcuni sono ancora in servizio come Capi in AGESCI (Fini, Ghetti, Cortesi e Mecati), mentre altri, con a capo Claudio Zini “bandiera storica dello scoutismo lughese”, fanno parte del Movimento Adulti Scout Italiani (MASCI).

Per difficoltà varie, ma principalmente per carenza di capi, il Gruppo si sciolse nel 1973 per poi riprendere nel 1983 nella Parrocchia di San Gabriele ad opera di Claudio Zini – Guido Taroni – Silvana Barattoni – Don Franco Villa – da cui emigrò verso Barbiano nel 1988, formando il Gruppo Lugo-Barbiano 1° e da dove è ritornato nel 1992 per assumere nuovamente la denominazione Lugo 1° e trovare una sede presso l’ex Convento dei Cappuccini.

L’AGESCI offre la possibilità di formare unità maschili o femminili o miste; il Gruppo ha scelto attualmente la formula delle unità miste ed è composto da un Branco, un Reparto ed un Clan, oltre alla Comunità Capi.

Le Guide, appartenenti all’AGI, ebbero una storia simile a quella del gruppo maschile; dopo un primo tentativo presso la Parrocchia di San Francesco di Paola si costituirono ufficialmente nel 1966, trovando una sede presso la Parrocchia della Collegiata, e proseguirono la loro attività, con alterne fortune, con un Cerchio, un Reparto e un Fuoco fino al 1973 quando il gruppo si sciolse per difficoltà simili a quelle del gruppo maschile.

Nel corso degli anni i fazzolettoni di gruppo hanno cambiato via via i loro colori passando dal rosso-verde (ASCI) e blu con riga bianca (AGI), a rosso con due filetti bianchi (AGESCI), a grigio con filetti bianco-rosso e blu-giallo (AGESCI Lugo-Barbiano 1°) ed infine nuovamente rosso con due filetti bianchi al ritorno a Lugo.