Branco

Metodo educativo

Il lupettismo è un metodo educativo originale che ha lo scopo di aiutare a crescere il/la bambino/a seguendo i principi dell’impegno e della solidarietà, educando alla conoscenza e allo sviluppo del proprio corpo e delle proprie capacità manuali. Fu proposto per la prima volta nel 1916 dal fondatore del movimento Robert Baden-Powell, con la pubblicazione del Manuale dei lupetti, e nacque dopo il successo dello scautismo (inizialmente rivolto agli adolescenti) con l’intento di trasmettere anche ai bambini un’educazione retta e pragmatica attraverso strumenti semplici ma efficaci, come la condivisione di alcune regole basilari per una quieta e proficua convivenza nel gruppo.

Il metodo venne poi fortemente sviluppato da Vera Barclay, prima Akela d’Inghilterra, che ideò una vera e propria Legge del gruppo (Legge del Branco) e capì che un elemento fondamentale per la buona riuscita delle attività coi bambini doveva essere l’atmosfera respirata all’interno del gruppo. Essendo il primo ambiente formativo la propria casa natale, la Barclay ha coniato la dicitura “famiglia felice” per esemplificare l’ambiente vissuto dai fanciulli. Nei movimenti o associazioni scout cattoliche, al cui metodo ha largamente contribuito l’opera di Fausto Catani, ha particolare rilievo la figura di San Francesco d’Assisi, santo patrono e guida spirituale dei lupetti.

La proposta educativa scout non si ferma al lupettismo, ma continua con il Reparto (per ragazzi/e tra i 11/12 e i 16 anni) e poi con il Clan/Fuoco (dai 16 ai 19/21 anni), fino al raggiungimento dell’età adulta.

La giungla

La giungla è l’atmosfera fantastica in cui vive il branco. È tratta da una riduzione del testo Il Libro della Giungla di Rudyard Kipling e rappresenta un elemento fondamentale in quanto, grazie ad essa, non solo si riesce ad andare incontro alla fantasia del lupetto, ma permette anche all’adulto educatore di riuscire ad entrare nel mondo del bambino, di farsi accettare e di proporre modelli da seguire. Nella vita del branco tutto è riferito ad essa, ad esempio, i capi sono detti Vecchi Lupi e vengono chiamati con i nomi dei personaggi positivi del libro, ad esempio Akela, Bagheera, Kaa, Fratel Bigio, Baloo, ecc.

Si è deciso di basare la maggior parte delle attività proposte su una riduzione del libro. Questa è una scelta mirata, effettuata tenendo conto dei molteplici aspetti formativi che permeano i racconti, che uniscono nella narrazione la struttura del romanzo di formazione, il confronto continuo con ostacoli e avversità, l’utilità della morale per tipi.

Il gioco

Per un bambino il gioco è vita, è l’occupazione più importante come per un adulto lo è il lavoro. Insegnandogli a giocare bene, gli si insegna a “vivere bene”. Essenzialmente, la vita di Branco è puro “gioco”. La cosa più importate da ricordare per i capi è: dobbiamo fare tutto “col gioco” ma niente “per gioco”. Così è opportuno che anche il significato di concetti importanti come la legge e la promessa siano introdotti tramite un gioco e non solamente spiegandoli a voce, altrimenti la soglia di attenzione si abbasserebbe rapidamente e il messaggio non passerebbe.

La famiglia felice

La famiglia felice è l’atmosfera che si respira in branco, con la quale gli educatori instaurano con i bambini un rapporto da fratelli maggiori e non da “maestri in cattedra” distaccati. Di conseguenza, i vecchi lupi si cimentano sempre in prima persona nei giochi con i lupetti, non limitandosi soltanto a guardare o arbitrare.

La parlata nuova

La parlata nuova è una sorta di “linguaggio in codice” con la quale alcune cose vengono chiamate con un nome attinente all’ambiente fantastico della giungla. Con essa, quindi, gli adulti si mettono sullo stesso piano dei bambini, usando un linguaggio semplice da comprendere. La parlata nuova è il patrimonio delle esperienze del branco ed è quindi un insieme di tutti i linguaggi, i modi di fare e la vita dei branchi passati, di quello presente e di tutti i futuri. Essendo completamente dinamica è in costante aggiornamento.
Bisogna però fare attenzione a non abusare di questo strumento, per non farlo diventare pesante. Della parlata nuova fanno parte le parole maestre, i simboli, i riti e le cerimonie.
Nel Libro della Giungla il tempo della parlata nuova viene annunciato dal canto di Ferao, il picchio rosso, e segna l’inizio della primavera.

La morale per tipi

Per farsi capire meglio dal bambino, le scelte morali vengono presentate in modo concreto e semplificato tramite le figure “buone” e “cattive” dei personaggi del Libro della Giungla e non attraverso una morale diretta, troppo astratta e di comprensione più difficile. I tipi sono certi e chiari, mai ambigui. Sono “miti” a cui aspirare.

Ingresso in branco

Il bambino/a che entra in branco si chiama cucciolo ed effettua un periodo di conoscenza dell’ambiente, per lui completamente nuovo, solitamente della durata di pochi mesi. In questo tempo viene subito inserito in un piccolo gruppo, chiamato sestiglia, all’interno del quale comincia da subito a confrontarsi con altri bambini e bambine di età variabile. Quando il cucciolo si sente pronto, chiede ad Akela di poter pronunciare la propria promessa e diventare lupetto a tutti gli effetti.